C'è uno strano parallelismo tra la fine del governo Prodi e la morte di Arrigo Boldrini, storico partigiano ravennate ed ex parlamentare comunista. Il primo segnale lo dà chiaramente la data che accomuna i due eventi. Ma non è tutto qui. Mi sento di dire che con oggi finiscono due epoche: quella della retorica partigiana - che se non termina propriamente in questo momento inizia per lo meno a scemare - e quella della sinistra antagonista al governo. Con oggi infatti, benchè la caduta di Prodi sia venuta dal centro, è evidente che le possibilità che il centrosinistra e la sinistra ritrovino un accordo per tornare al governo centrale del paese anche in un futuro remoto si sono decisamente ridotte al lumicino. Certo, nei governi periferici potrà ancora accadere, ma la svolta c'è stata. E' un segnale positivo? Certo che sì. Abbiamo quindi risolto tutti i nostri problemi? Certo che no.
Per come la vedo, l'idea delle elezioni anticipate immediate non è così allettante: il timore che ricadiamo, anche come centrodestra, negli errori del passato - compreso quello recente che abbiamo vissuto più che altro da osservatori - è forte.
E' il momento delle scelte ponderate quindi. E' il momento di pensare al bene del paese.
E' anche il momento però, di non farci "fottere".
Per questo, se Silvio dirà voto, siamo pronti a seguirlo. Chi sta bloggando sa cos'è una campagna elettorale e non ha nessuna intenzione di perdersi la prossima.
Ma vorrebbe che ne valesse la pena. E che quando si arriva nella stanza dei bottoni, i bottoni si trovino.
P.S. Il mio umore è, ovviamente, migliorato.
Tutto si supera in fondo, compresi certi choc annunciati.
giovedì 24 gennaio 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento