Si arriva a momenti della vita in cui sarebbe necessario imprimere un'accelerazione.
Il governo è in piedi e lotta alla grande insieme a noi; non ci saranno elezioni prima di aprile-maggio prossimi, la confluenza FI-AN è ancora di là da venire...
Mancano cinque esami più la tesi e bisognerebbe approfittarne. Sarebbe intelligente non ritrovarsi qui tra un anno a rimproverarsi il proprio distratto temporeggiare. Insomma, bisogna cogliere il "Kairòs", come insegnava una mia antica e - almeno da me - sempre amata professoressa.
Eppure c'è qualcosa che non torna. Eppure, la sicurezza di fare il proprio dovere - ovviamente nei limiti delle proprie possibilità - a volte non è sufficiente.
Vi è una specie di malinconia da inefficienza, una specie di vuoto nei momenti in cui ci si vorrebbe rilassare, quella sensazione insomma di non godersi appieno la vita nè in un senso nè in un altro.
Non è depressione, non vi assomiglia nemmeno. E' la necessità di trovare a breve un percorso di comunione reciproca con qualcuno. Si tratti di figura presente, passata o futura.
Serve una svolta. Bella o brutta. Ma rapida.
domenica 22 giugno 2008
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